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Coppa delle Coppe 1974/75

1975: il colonnello Lobanovsky porta la coppa a Kiev

Alla metà degli anni settanta, il calcio di oltre cortina sembra avere colmato il gap con i cugini dell’ovest. A dimostrarlo è il successo della Dinamo Kiev nella Coppa delle Coppe 1974/75, formazione ucraina che naturalmente al tempo gareggiava sotto la bandiera dell’URSS.

Una squadra operaia, un tecnico marziale

A guidare i bianchi è l’allenatore Valeriy Lobanovsky, allora quarantacinquenne, ritenuto una delle leggende del calcio europeo. Dopo una breve carriera calcistica, passa alla Dinamo Kiev dove allenerà a più riprese tra il 1973 e il 2002, vincendo 21 titoli nazionali e 5 internazionali. Poi siede sulla panchina della nazionale sovietica al mondiale messicano del 1986, a Euro 1988, dove arriva in finale contro l’Olanda di Gullit e Van Basten, e infine a Italia 1990. Soprannominato il colonnello per i suoi trascorsi nell’Armata Rossa e per i modi militareschi applicati negli allenamenti, Lobanovsky sa come far rendere le proprie squadre ben oltre il tasso tecnico dei singoli.

Coppa delle Coppe 1974/75

La Dinamo Kiev nella finale (Nationaal Archief, Den Haag, Rijksfotoarchief: Fotocollectie Algemeen Nederlands Fotopersbureau).

La Dinamo ha una stella: l’attaccante Oleh Blokhin, dal fisico prestante e i numeri importanti, che segna a ripetizione. Capocannoniere nel 1972, 1973, 1974, 1975 e 1977, ma soprattutto Pallone d’oro nel 1975, Blokkhin è uno dei giocatori ucraini più talentuosi di sempre, abile nel dribbling e con un sinistro micidialie.

La vittoria nella Coppa delle Coppe 1974/75

Il cammino della Dinamo Kiev è arrembante: eliminato l’Eintracht Francoforte e il PSV Eindhoven in semifinale, nella finale di Basilea si trovano di fronte gli ungheresi del Ferencvaros guidati da Florian Albert. Allo stadio St. Jakob, di fronte ad appena diecimila spettatori, gli ucraini danno spettacolo con un gioco offensivo ispirato dai lanci di Muntian e Kolotov. Onnischenko segna una doppietta nel giro di due minuti, al 18° e al 19°, mentre al 67° Blokhin fa il 3 a 0. La coppa prende la strada per l’Unione Sovietica e Lobanovsky si guadagna la meritata fama internazionale.

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